Il via del Giro d’Italia 2026 avverrà nuovamente nell’Europa orientale. Le voci provenienti da Sofia nelle scorse settimane hanno trovato conferma ufficiale per bocca di Urbano Cairo, presidente di RCS: sarà infatti la Bulgaria ad ospitare le prime tappe della Corsa Rosa. Per il Paese balcanico sarà il debutto assoluto in una competizione ciclistica di livello mondiale. Una nuova “prima volta”, dopo quella dell’Albania nel 2025. Anche in questa occasione le frazioni esteredovrebbero essere tre, con una di esse ambientata nella capitale Sofia, mentre le altre potrebbero svolgersi tra Burgas, affacciata sul Mar Nero, Plovdiv e Veliko Tărnovo.
Queste città, insieme a Sofia, sorgono nei pressi della catena dei Balcani, elemento geografico che consentirebbe agli organizzatori di disegnare già nelle prime giornate percorsi con difficoltà altimetriche significative.

Dopo le tre tappe bulgare il Giro farà ritorno in Italia. A meno che non venga richiesta all’UCI una deroga al calendario, il trasferimento avverrà rapidamente e senza giornata di riposo aggiuntiva. Le date previste, infatti, lascerebbero spazio soltanto ai due consueti giorni di pausa previsti nelle tre settimane di corsa.

Giro d’Italia 2026 — anticipazioni e possibili tappe italiane

Non è ancora stato rivelato dove la corsa prenderà il via sul territorio italiano, ma tra le ipotesi più accreditate figura la Calabria, regione assente dal Giro dal 2022. Secondo Vibosport, potrebbero essere tre le tappe ospitate in terra calabrese, con Vibo Valentia in pole position come possibile sede di partenza o arrivo. Sembra che la presentazione del percorso sia stata posticipata proprio per consentire alla nuova giunta regionale di valutare le coperture economiche necessarie.
Se verrà seguito lo schema tradizionale della risalita verso nord, la prima settimana potrebbe includere giornate in Abruzzo, con Penne e Chieti tra le candidate, secondo quanto riportato da IlPescara. Anche Napoli sarebbe in lizza per ospitare nuovamente una tappa, continuando la sua presenza ininterrotta dal 2022.

Più a nord, Bellaria Igea Marina (Rimini) ha ufficializzato la candidatura tramite il sindaco Filippo Giorgetti, che ha espresso l’interesse a essere sede di partenza o di arrivo dopo l’esperienza con il Giro Donne 2025. Anche Spoleto(Umbria) punta a entrare nel percorso: il sindaco Andrea Sisti ha confermato i passi formali per ottenere un arrivo di tappa, due anni dopo la partenza del Giro 2024.
Una frazione già delineata sembrerebbe quella Viareggio–Chiavari, lunga circa 150 km, con il Passo del Bracco prima della discesa finale verso il mare, come riporta TeleNord. Da lì, la carovana dovrebbe restare in Liguria, con partenza successiva dalla provincia di Imperia e arrivo nel Basso Piemonte, passando anche per il territorio savonese, secondo IVG.

Da quel punto, il Giro potrebbe virare verso est, toccando il Piacentino, zona interessata da contatti per ospitare una tappa inedita tra val Nure e val Trebbia, come riferisce IlPiacenza. In quell’area spiccano salite severe come la Sella dei Generali (1218 m) e il Passo di Santa Barbara.
Un’altra ipotesi conduce invece al nord-ovest, con arrivo in Valle d’Aosta. La Regione ha già stanziato fondi per l’evento e la località di Valtournenche, con Breuil-Cervinia, appare la più probabile candidata, come confermato da AostaSera. Tuttavia, si fa strada anche la candidatura di Pila, secondo La Vallée, con un tracciato che ricalcherebbe quello dell’unico precedente arrivo, passando da Col de Saint-Pantaleon e Champremièr.

Successivamente, la corsa dovrebbe spostarsi in Lombardia. VCOAzzurraTv cita un possibile arrivo a Busto Arsizio, ideale per i velocisti, seguito da una tappa più impegnativa che sconfina in Svizzera, con arrivo a Carì nel Canton Ticino, dopo i passaggi su Passo del Cuvignone e Passo della Forcora. Anche il sindaco di Maccagno, Ivan Vargiu, conferma l’interesse del territorio.
Un’alternativa, riportata da LaRegione, prevede invece una tappa interamente svizzera, con partenza da Bellinzona e conclusione sempre a Carì.

Il giorno successivo, la carovana rientrerebbe in Italia, forse con una frazione piemontese nella zona del Verbano-Cusio-Ossola, ma servono ulteriori conferme.

In Lombardia, diverse istituzioni spingono per il ritorno del Giro a Milano, magari con una cronometro individualedurante la seconda settimana. Urbano Cairo ha parlato ad ANSA di una “tappa speciale”, mentre il sindaco Beppe Sala ha ribadito la volontà di trovare una data adatta, nonostante la complessità organizzativa.

Le tappe di montagna e il gran finale

Tra le località alpine in lizza figura anche Madonna di Campiglio (Trento), che secondo l’Adige potrebbe ospitare un arrivo a inizio della terza settimana. La salita dolomitica, legata al ricordo di Marco Pantani nel 1999, tornerebbe così per la quarta volta nella storia del Giro.
Nel prosieguo, la corsa toccherà Veneto e Friuli Venezia Giulia: quest’ultima regione ha già destinato 8 milioni di europer lavori legati al passaggio della competizione, secondo FriuliOggi.
In Veneto, il presidente Luca Zaia ha più volte espresso la volontà di accogliere il Giro, e tra le ipotesi più concrete c’è una tappa Feltre–Comelico con la scalata al Passo Sant’Antonio, oppure una variante con arrivo ad Alleghe, secondo Il Gazzettino. Tuttavia, i lavori nella Galleria del Comelico potrebbero creare complicazioni logistiche.

Infine, secondo Il Messaggero Veneto, la penultima tappa dovrebbe tenersi tra Gemona del Friuli e Piancavallo, con una doppia scalata sopra Aviano, attraversando le zone del terremoto del 1976.
Il gran finale, come da tradizione recente, sarebbe previsto a Roma, domenica 31 maggio 2026, chiudendo così un’edizione che potrebbe unire Roma e Milano in un unico, prestigioso tracciato.